È sorprendente che i dirigenti romani del Pd non se ne rendano conto, ma la realtà è che al Nord anche la base del Pd è convintamente federalista, e persino sull’immigrazione e sulla sicurezza spesso si ritrova più nella linea dura della Lega che nel buonismo ideologico della cultura di sinistra. L’elettore di sinistra non ama le guasconate della Lega, detesta la volgarità di alcuni suoi esponenti, è rimasto scandalizzato dalla vicenda delle quote latte, vorrebbe piena eguaglianza fra italiani e immigrati regolari, trova indegno lo stato delle nostre carceri e dei nostri centri di raccolta dei clandestini. Però, specie in Lombardia e nel Nord-Est, sui due punti fondamentali della Lega, sul nucleo duro della sua visione del mondo, è sostanzialmente d’accordo: l’immigrazione irregolare va contrastata con fermezza, il Nord non può continuare a mantenere il Sud tollerando sprechi ed evasione fiscale.
Così l’analisi della domanda e dell’offerta politica ci restituisce un problema. Questo tipo di cittadini del Nord, ma ve ne sono molti anche al Centro e al Sud, non hanno un partito che li rappresenti. Alcuni, forse la maggioranza, non andranno a votare. Altri voteranno Pd per disperazione antiberlusconiana. Altri salteranno il fosso e voteranno Lega, obtorto collo e fra mille riserve e distinguo (turandosi il naso, avrebbe detto Montanelli). Eppure, essi come tanti altri, voterebbero ben volentieri un partito che, come la gloriosa rivista liberal-democratica di politica e cultura fondata da Francesco Compagna a Napoli nel 1954, si chiamasse «Nord e Sud», e avesse il federalismo - un federalismo fatto bene - come sua prima missione. Un partito critico con la Lega, ma non ostile al federalismo. Un partito di uomini del Nord e uomini del Sud, che riconoscesse che la vera frattura, oggi, non è fra Nord e Sud, e nemmeno fra destra e sinistra, ma fra i tanti produttori, che lavorano duro e rispettano la legge, e i troppi parassiti, che dissipano le risorse comuni e disprezzano le regole del gioco.
Il partito che non c'è - La Stampa 22/08/2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento