lunedì 1 novembre 2010

L' approccio liberale

Sono convinto che l’approccio liberale all’islam e all’islamismo sia il migliore sul piano sia tattico sia filosoico.
Dal punto di vista tattico, considerare i problemi legati alla presenza dei musulmani in occidente uno “scontro di civiltà” sarebbe un errore disastroso. L’unico modo per combattere gli estremisti violenti, per i quali la religione è un ideale rivoluzionario, è fare in modo che i cittadini musulmani che rispettano la legge restino dalla parte della democrazia liberale. Se decidiamo di essere, come ha detto Ayaan Hirsi Ali, “in guerra con l’islam”, mettiamo in difficoltà i nostri alleati e potenziali alleati e creiamo, tra i musulmani emarginati, più simpatia verso gli estremisti.
Da un punto di vista filosoico, bisogna difendere il diritto di ognuno alla libertà di pensiero e di espressione, il che implica la libertà di pensare cose che potremmo trovare sgradevoli o addirittura ripugnanti. Bisogna stabilire chiaramente quali comportamenti violano la legge. Secondo l’islamista francese Olivier Roy, in una
società pluralista i cittadini non devono condividere le stesse opinioni, ma devono rispettare le stesse leggi.
[...]
La libertà, per i populisti antislamici, vuol dire essere liberi di ofendere l’islam quanto si vuole. È vero, i musulmani, come molti credenti, possono essere suscettibili quando degli infedeli criticano o deridono la loro fede. E intimidire chi critica l’islam è chiaramente una minaccia alla libertà d’espressione. Anche in questo caso bisognerebbe applicare la legge. Ma se una persona non usa la violenza o non minaccia di usarla per imporre il proprio punto di vista, dovrebbe essere tollerata. Significa che la libertà d’espressione equivale alla libertà di ofendere? Dal punto di vista legale, soprattutto secondo il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti, la risposta è sì. La risposta liberale è più complessa. Poiché la tolleranza non può essere dissociata dalla moderazione né dalla libertà individuale, un certo senso della misura è necessario in una società civile. Una persona sarà anche legalmente libera di afermare che gli ebrei sono tutti avidi e i neri, in fondo, tutti criminali assatanati, ma evita di farlo in un contesto di gente per bene.

Ian Buruma - L' Internazionale 869 pag.90

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