lunedì 29 marzo 2010

Un' ombra

L' asfalto è umido, colpa di una pioggierella fine caduta poche ore prima.
E' notte fonda e per la via non c'è altra anima viva.
Per terra, sul marciapede, quello che resta dell' ultima campagna elettorale.
Le scarpe che vi camminano sopra hanno visto giorni migliori e l' andatura è la tipica andatura di uno che ha bevuto troppo.
Barcolla. Guarda fisso a terra le sue scarpe consumate, attento a dove le posa. Prova a tenersi in equilibrio con il braccio destro che tiene rasente il muro.
Prima di ogni passo si ferma qualche secondo e controlla che nella tasca interna del giubbotto ci sia ancora tutto. Quando ne è sicuro allora lentamente ricomincia a muoversi.

E' una strada di periferia e l' illuminazione è quasi inesistente, tuttavia la sporcizia e il degrado della zona è ben visibile.
Adesso l'uomo è fermo.
Uno dei pochi lampioni funzionanti lungo la via lo illumina parzialmente.
Indossa un giubbotto, troppo grande per lui, e dei calzoni rattoppati.
Cerca qualcosa con la mano sinistra all' interno del giubbotto.
L' uomo si appoggia spalle al muro e si lascia scivolare giù, lentamente.
Adesso è seduto per terra, sul marciapiede, fuori dalla sfera di luce emessa dal lampione.
Ha, nella mano sinistra, qualcosa, un oggetto, che piano piano appoggia a terra.

Finalmente l' uomo alza lo sguardo e appoggia stancamente la nuca al muro.
Il suo viso adesso è illuminato, a intermittenza, da un insegna al neon di un negozio. Lo sguardo è fisso, sbarrato e l' espressione assente di chi è da un' altra parte. O meglio, vorrebbe essere da un' altra parte. L' uomo, quell' uomo, sa dove vorrebbe essere.
Un tetto, una casa, una moglie e dei figli che l' aspettano in cucina, la tavola pronta e un letto accogliente.
Desideri, sogni che non può permettersi, illusioni di un passato vicino eppure così lontano.

Lo sguardo rivolto verso il basso adesso si posa sui volantini elettorali che ricoprono il marciapiede.
Un attimo. Un attimo ma quanto basta per veder passare negli occhi dell' uomo un lampo di rabbia. Un istante, poi tutto è passato.

Nel frattempo, l' uomo ha tirato fuori una sigaretta dal pacchetto che aveva estratto dal giubotto poco prima. La serra tra le labbra e fruga nelle tasche per trovare l' accendino. L' ha trovato.
Accende la sigaretta e un pensiero sembra farlo sorridire. No, non è un sorriso, è più un ghigno soddisftatto. Soddisfatto per la trovata che ha avuto.

Ha in viso ancora lo stesso ghigno, un po' più schifato adesso.
Puah! Politica, tutto fumo - pensa l' uomo.
Prende un volantino da terra, lo osserva. Avvicina l' accendino e gli da fuoco.

Che fumo sia...

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